USA post Midterm: lavoro solido e tassi Fed spingono i rendimenti
I dati sull'occupazione negli Usa oltre le attese e le prospettive di rialzi dei tassi Fed sostengono la spinta al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato.

In breve
- Il rapporto sull'occupazione di ottobre negli Stati Uniti ha evidenziato un mercato del lavoro più solido del previsto.
- La Federal Reserve considera probabili ulteriori rialzi dei tassi di interesse per frenare l'inflazione.
- L'analisi post midterm prevede un possibile aumento della spesa pubblica e dei rendimenti dei titoli governativi.
I dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti e le recenti indicazioni di politica monetaria stanno guidando l'andamento dei mercati finanziari globali subito dopo le elezioni di midterm. L'avvio di Wall Street ha mostrato un quadro contrastato, con il Dow Jones in calo dello 0,9% e il Nasdaq in rialzo dello 1,2% alla ricerca di un recupero dopo essere entrato in fase di correzione. A frenare i listini azionari è soprattutto la pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli del Tesoro americani.
Mercato del lavoro Usa e le mosse della Fed
A spingere verso l'alto i tassi dei titoli di Stato è stato un rapporto sull'occupazione di ottobre particolarmente solido, con la creazione di nuovi posti di lavoro superiori alle previsioni. Questo scenario ha rafforzato le aspettative di mercato circa un possibile ulteriore rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre.
La stessa Fed ha indicato come probabili nuovi interventi di stretta monetaria con l'obiettivo di contenere la spinta inflazionistica. Sul fronte dei mercati azionari, Apple ha registrato un recupero rispetto a Nvidia, mentre restano i timori legati a un potenziale rallentamento nella costruzione dei data center. Parallelamente, il prezzo del petrolio Brent ha evidenziato una flessione del 13% nell'arco di una settimana, sostenuto dalle prospettive di un'intesa con l'Iran.
Effetto Midterm: debito pubblico e rendimenti
Oltre ai dati macroeconomici, l'attenzione degli operatori si sposta sul debito pubblico e sul rating statunitense al test delle agenzie di valutazione dopo l'esito del voto di midterm. Secondo l'analisi di Hooper (Man Group), lo scenario più probabile per la gestione delle finanze pubbliche americane vede uno scambio di favori tra i due partiti sui finanziamenti. Questa dinamica politica potrebbe tradursi in un aumento della spesa pubblica, applicando un'ulteriore pressione al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato.
Cosa significa per chi ha BTP
Il contesto internazionale caratterizzato da rendimenti governativi in salita si riflette sull'intero comparto obbligazionario globale, compresi i titoli di Stato italiani. Quando i tassi richiesti dai mercati sui titoli guida esteri crescono, anche i rendimenti offerti dai BTP tendono ad adeguarsi al nuovo scenario.
Sul mercato secondario, il BTP 3.15% con scadenza novembre 2031 (ISIN IT0005619546) quota a un prezzo secco di 97,29, mentre il BTP 4.65% con scadenza ottobre 2055 (ISIN IT0005668238) si attesta a 96,55. Per chi segue il calendario delle aste del Tesoro, l'appuntamento istituzionale più vicino prevede la comunicazione dei titoli a medio-lungo termine il 9 novembre, seguita dall'asta BOT l'11 novembre e dall'asta di BTP e CCTeu il 12 novembre.
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