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CAC sui BTP: cosa sono e quali titoli le hanno

Le clausole di azione collettiva (CAC) sui BTP spiegate bene: come funzionano, la storia, le soglie di voto e l'elenco dei BTP con e senza CAC.

Redazione BTPItaliaAggiornata il Lettura 11 min

In breve

  • Le CAC permettono a una larga maggioranza dei possessori, d'accordo con lo Stato, di cambiare le condizioni di un BTP per tutti.
  • Sono obbligatorie nei titoli di Stato dell'area euro emessi dal 1° gennaio 2013: i BTP più vecchi non le hanno.
  • Oggi i BTP senza CAC sono pochi e ad alta cedola; l'elenco completo, aggiornato ogni giorno, è in questa guida.

Cosa sono le CAC

Le CAC, dall'inglese Collective Action Clauses, in italiano clausole di azione collettiva, sono regole scritte nelle condizioni di un'obbligazione che stabiliscono come si possono cambiare quelle condizioni. Il principio è semplice: se una maggioranza qualificata dei possessori del titolo vota a favore di una modifica proposta dall'emittente, la modifica vale per tutti, anche per chi ha votato contro o non ha votato.

Per un titolo di Stato come il BTP questo significa che, in caso di grave crisi del debito, lo Stato potrebbe proporre ai creditori di allungare le scadenze, ridurre le cedole o il capitale da rimborsare, e una larga maggioranza potrebbe approvare la proposta in modo vincolante per tutti. Senza queste clausole, ogni singolo creditore dovrebbe accettare individualmente: basterebbe una minoranza decisa a non firmare, magari per fare causa e farsi pagare per intero, per bloccare o rendere più costosa l'intera operazione. È il cosiddetto problema dei holdout, i creditori che restano fuori.

Le CAC non sono quindi un taglio del debito né un annuncio di difficoltà: sono una regola su come si decide, nel caso in cui una decisione diventasse necessaria. Dal 2013 sono obbligatorie in tutti i nuovi titoli di Stato dell'area euro con durata superiore a un anno, non solo in quelli italiani.

Come funzionano: le maggioranze richieste

Le regole italiane sono quelle del decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 7 dicembre 2012 (Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012), che riprende il modello comune dell'area euro, i Common Terms of Reference approvati dal Comitato economico e finanziario dell'UE il 18 novembre 2011. Il decreto distingue tra modifiche importanti, le materie riservate, e modifiche minori.

Le materie riservate

Sono le modifiche che toccano davvero il valore del titolo. Il decreto le elenca: cambiare le date di pagamento; ridurre qualsiasi importo dovuto; cambiare il metodo di calcolo degli importi; ridurre il prezzo di rimborso o cambiarne la data; cambiare la valuta o il luogo di pagamento; imporre condizioni agli obblighi di pagamento dello Stato; cambiare l'ordine di priorità (seniority) del titolo; cambiare le stesse regole sulle maggioranze e sui titoli che contano per il voto.

Le soglie di voto

Tipo di modificaIn assembleaCon delibera scritta
Materia riservata su un solo BTPalmeno il 75% dei titoli rappresentati in assembleaalmeno il 66⅔% dei titoli in circolazione
Materia riservata su più BTP insieme (aggregazione), condizione 1: tutti i titoli coinvoltialmeno il 75% dei titoli rappresentati, considerando insieme tutte le seriealmeno il 66⅔% del totale di tutte le serie
Aggregazione, condizione 2: ogni singolo BTPpiù del 66⅔% dei titoli rappresentati per ciascuna seriepiù del 50% di ciascuna serie
Materie non riservatepiù del 50% dei titoli rappresentatipiù del 50% dei titoli in circolazione

Il quorum di un'assemblea su una materia riservata è di almeno due terzi (66⅔%) dei titoli in circolazione, anche nelle convocazioni successive alla prima; per le materie non riservate è del 50%, che scende al 25% dalla seconda convocazione. Il modello del 2012 è detto a doppio scalino (double limb): quando la modifica riguarda più titoli insieme servono sia la maggioranza sul totale sia quella su ogni singolo titolo. Così chi possiede una quota rilevante di un solo BTP può ancora bloccare la modifica per quel titolo.

I titoli dello Stato non votano

Ai fini del voto e del quorum non contano i titoli detenuti dallo Stato stesso, dai suoi ministeri o da enti che controlla senza autonomia di decisione: l'emittente non può votare a favore della propria proposta. Non contano nemmeno i titoli già rimborsati o cancellati.

La storia delle CAC, dall'Ottocento all'euro

Le origini: le obbligazioni inglesi

Le clausole che permettono a una maggioranza di creditori di modificare un prestito sono nate nel diritto inglese nella seconda metà dell'Ottocento e sono rimaste a lungo tipiche delle obbligazioni regolate dalla legge inglese. Le obbligazioni emesse secondo la legge di New York, molto usate dai Paesi emergenti, richiedevano invece per decenni l'unanimità per cambiare le condizioni di pagamento.

L'Argentina e la svolta del 2003

Il default dell'Argentina di fine 2001, il più grande della sua epoca, mostrò quanto fosse lunga e difficile una ristrutturazione con migliaia di creditori sparsi nel mondo e la possibilità per ciascuno di fare causa. Il Fondo monetario internazionale propose allora un vero e proprio tribunale fallimentare per gli Stati (il meccanismo SDRM), che non ebbe il consenso necessario. Prevalse la soluzione contrattuale: dal 2003, a partire dal Messico, i Paesi emergenti iniziarono a inserire le CAC anche nelle obbligazioni di diritto newyorkese, che in pochi anni diventarono la norma.

La crisi greca del 2012

Nell'area euro la questione divenne concreta con la crisi del debito. Nel 2012 la Grecia ristrutturò il proprio debito con i privati (l'operazione PSI) con un taglio del 53,5% del valore nominale dei titoli. Gran parte dei titoli greci, regolati dal diritto greco, non aveva clausole di azione collettiva: il Parlamento le inserì per legge a febbraio 2012 e la Grecia le attivò a marzo per estendere lo scambio ai creditori che non avevano aderito. È il caso che mostra come, per i titoli di diritto nazionale, l'assenza di CAC non sia una garanzia assoluta.

L'obbligo nell'area euro dal 2013

Già nel 2010 i governi dell'area euro avevano deciso di introdurre clausole uniformi. L'obbligo è scritto nell'articolo 12, comma 3, del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (MES), firmato a Bruxelles il 2 febbraio 2012 e ratificato dall'Italia con la legge 23 luglio 2012, n. 116: dal 1° gennaio 2013 tutti i nuovi titoli di Stato dell'area euro con scadenza superiore a un anno devono contenere CAC con effetto giuridico identico. In Italia l'obbligo è stato attuato dal decreto del Ministro dell'Economia del 7 dicembre 2012, che le applica a tutte le nuove emissioni di BTP di ogni specie, compresi quelli indicizzati all'inflazione, e di CTZ.

La riforma del MES e le CAC a scalino unico

La riforma del Trattato MES firmata a inizio 2021 prevede il passaggio alle CAC a scalino unico (single limb): in caso di modifica di più titoli insieme basterebbe la maggioranza sul totale, senza più il voto titolo per titolo. È il modello raccomandato anche dall'associazione internazionale dei mercati dei capitali (ICMA) dal 2014. La riforma entra però in vigore solo quando la ratificano tutti i Paesi del MES: la Camera dei deputati ha respinto la ratifica a dicembre 2023 e, secondo le notizie più recenti (maggio 2026), l'Italia è l'unico Paese a non averla ancora ratificata. Per questo i BTP emessi oggi continuano ad avere le CAC del modello 2012, a doppio scalino.

Quali BTP hanno le CAC e quali no

La regola è una sola: conta la data della prima emissione del titolo, identificato dal suo codice ISIN. I BTP emessi per la prima volta dal 1° gennaio 2013 hanno le CAC; quelli emessi prima no. Le riaperture successive di un titolo già esistente, cioè nuove tranche con lo stesso ISIN, ne mantengono le condizioni originarie: un BTP nato senza CAC resta senza CAC per tutta la sua vita. Con il passare degli anni i titoli senza CAC si riducono, perché arrivano a scadenza e non ne nascono di nuovi.

Oggi, su 107 BTP a tasso fisso quotati sul MOT, 99 hanno le CAC e 8 non le hanno. In valore, i BTP senza CAC valgono circa 233,6 mld € di valore nominale emesso su 2.027,3 mld € complessivi, il 11,5% del totale. L'ultimo a scadere sarà il BTP 5% settembre 2040, il 1° settembre 2040: da quel giorno tutti i BTP in circolazione avranno le CAC.

BTP senza CAC (emessi prima del 2013)

TitoloISINScadenzaQuotato dalEmessoNetto
BTP 6,50% nov 2027IT000117461101/11/202717/11/199727,8 mld €2,42%
BTP 5,25% nov 2029IT000127851101/11/202917/11/199830,8 mld €3,01%
BTP 6% mag 2031IT000144437801/05/203103/11/200832,3 mld €3,15%
BTP 5,75% feb 2033IT000325682001/02/203303/11/200826,3 mld €3,40%
BTP 5% ago 2034IT000353515701/08/203403/11/200829,3 mld €3,64%
BTP 4% feb 2037IT000393465701/02/203703/11/200835,2 mld €3,88%
BTP 5% ago 2039IT000428696601/08/203903/11/200826,6 mld €4,00%
BTP 5% set 2040IT000453255901/09/204011/09/200925,4 mld €4,06%

BTP con CAC (emessi dal 2013)

TitoloISINScadenzaQuotato dalEmessoNetto
BTP 1,25% dic 2026IT000521065001/12/202629/07/201619,8 mld €–
BTP 0,85% gen 2027IT000539087415/01/202714/11/201918,9 mld €2,23%
BTP 2,95% feb 2027IT000558004515/02/202712/01/202417,3 mld €2,22%
BTP 2,55% feb 2027IT000563379425/02/202729/01/202517,2 mld €2,28%
BTP 1,10% apr 2027IT000548455201/04/202728/02/202216,7 mld €2,60%
BTP 2,20% giu 2027IT000524083001/06/202731/01/201719,9 mld €2,45%
BTP 3,45% lug 2027IT000559990415/07/202714/06/202414,1 mld €2,51%
BTP 2,05% ago 2027IT000527480501/08/202703/07/201719,4 mld €2,62%
BTP 2,10% ago 2027IT000565733026/08/202726/06/202516,9 mld €2,71%
BTP 0,95% set 2027IT000541657015/09/202715/07/202021,9 mld €2,72%
BTP 2,70% ott 2027IT000562212815/10/202714/11/202415,4 mld €2,77%
BTP 2,65% dic 2027IT000550006801/12/202701/07/202220,6 mld €2,70%
BTP 2% feb 2028IT000532303201/02/202831/01/201823,7 mld €2,81%
BTP 2,20% feb 2028IT000569241028/02/202828/01/202618,7 mld €2,90%
BTP 0,25% mar 2028IT000543369015/03/202815/01/202118,7 mld €2,90%
BTP 3,40% apr 2028IT000552198101/04/202829/11/202219,3 mld €2,91%
BTP 2,65% giu 2028IT000564102915/06/202814/03/202515,9 mld €2,89%
BTP 0,50% lug 2028IT000544530615/07/202814/05/202117,0 mld €2,93%
BTP 3,80% ago 2028IT000554831501/08/202831/05/202317,6 mld €2,88%
BTP 4,75% set 2028IT000488903301/09/202817/01/201326,6 mld €2,80%
BTP 3% ott 2028IT000572973330/10/202827/08/20266,0 mld €3,07%
BTP 2,80% dic 2028IT000534092901/12/202831/07/201823,9 mld €2,93%
BTP 2,35% gen 2029IT000566005215/01/202914/07/202515,0 mld €3,05%
BTP 4,10% feb 2029IT000556640801/02/202929/09/202317,6 mld €2,97%
BTP 0,45% feb 2029IT000546748215/02/202912/11/202115,4 mld €3,06%
BTP 2,40% mar 2029IT000568996015/03/202914/01/202615,7 mld €3,11%
BTP 2,80% giu 2029IT000549573115/06/202913/05/202216,8 mld €3,11%
BTP 3,35% lug 2029IT000558484901/07/202929/02/202419,1 mld €3,11%
BTP 3% ago 2029IT000536516501/08/202928/02/201924,0 mld €3,11%
BTP 3% set 2029IT000571683915/09/202912/06/202613,7 mld €3,18%
BTP 3% ott 2029IT000561105501/10/202930/08/202417,4 mld €3,20%
BTP 3,85% dic 2029IT000551978715/12/202914/11/202223,3 mld €3,16%
BTP 3,50% mar 2030IT000502423401/03/203016/05/201430,2 mld €3,20%
BTP 1,35% apr 2030IT000538330901/04/203030/08/201925,3 mld €3,26%
BTP 3,70% giu 2030IT000554279715/06/203014/04/202316,3 mld €3,27%
BTP 2,95% lug 2030IT000563739901/07/203028/02/202518,1 mld €3,31%
BTP 0,95% ago 2030IT000540339601/08/203028/02/202018,9 mld €3,32%
BTP 2,70% ott 2030IT000565464201/10/203009/06/202519,5 mld €3,37%
BTP 4% nov 2030IT000556188815/11/203014/09/202317,4 mld €3,28%
BTP 1,65% dic 2030IT000541317101/12/203008/06/202024,1 mld €3,34%
BTP 2,85% feb 2031IT000567127301/02/203129/09/202520,6 mld €3,39%
BTP 3,50% feb 2031IT000558009415/02/203112/01/202419,0 mld €3,37%
BTP 0,90% apr 2031IT000542289101/04/203130/09/202026,0 mld €3,39%
BTP 3,15% giu 2031IT000570761401/06/203130/04/202617,9 mld €3,40%
BTP 3,45% lug 2031IT000559580315/07/203113/05/202419,2 mld €3,40%
BTP 0,60% ago 2031IT000543669301/08/203119/02/202121,3 mld €3,42%
BTP 4% ott 2031 GREENIT000554235930/10/203111/04/202313,0 mld €3,40%
BTP 3,15% nov 2031IT000561954615/11/203125/10/202421,1 mld €3,42%
BTP 0,95% dic 2031IT000544996901/12/203111/06/202120,5 mld €3,45%
BTP 3,95% feb 2032IT000573363601/02/203230/09/20264,0 mld €3,47%
BTP 1,65% mar 2032IT000509408801/03/203220/03/201527,5 mld €3,49%
BTP 0,95% giu 2032IT000546601301/06/203229/10/202122,6 mld €3,53%
BTP 3,25% lug 2032IT000564726515/07/203223/04/202520,1 mld €3,53%
BTP 3,25% nov 2032IT000566822015/11/203205/09/202518,7 mld €3,55%
BTP 2,50% dic 2032IT000549423901/12/203202/05/202223,2 mld €3,54%
BTP 3,15% mar 2033IT000568999415/03/203313/01/202619,3 mld €3,63%
BTP 4,40% mag 2033IT000551812801/05/203331/10/202221,4 mld €3,59%
BTP 3,30% giu 2033IT000570486815/06/203313/04/202620,7 mld €3,64%
BTP 2,45% set 2033IT000524035001/09/203323/01/201723,9 mld €3,64%
BTP 3,35% set 2033IT000572284515/09/203313/07/202610,0 mld €3,69%
BTP 4,35% nov 2033IT000554408201/11/203328/04/202321,2 mld €3,66%
BTP 4,20% mar 2034IT000556094801/03/203431/08/202320,2 mld €3,71%
BTP 3,85% lug 2034IT000558485601/07/203429/02/202419,5 mld €3,73%
BTP 3,85% feb 2035IT000560797001/02/203531/07/202421,9 mld €3,79%
BTP 3,35% mar 2035IT000535880601/03/203518/01/201922,6 mld €3,79%
BTP 4% apr 2035 GREENIT000550859030/04/203509/09/202214,5 mld €3,80%
BTP 3,65% ago 2035IT000563159001/08/203513/01/202521,4 mld €3,85%
BTP 3,60% ott 2035IT000564814901/10/203530/04/202520,5 mld €3,88%
BTP 3,45% feb 2036IT000567650401/02/203631/10/202522,8 mld €3,87%
BTP 1,45% mar 2036IT000540211701/03/203614/02/202016,7 mld €3,92%
BTP 3,80% lug 2036IT000570628501/07/203620/04/202621,5 mld €3,90%
BTP 2,25% set 2036IT000517790901/09/203622/04/201618,7 mld €3,92%
BTP 4% ott 2036IT000572993101/10/203631/08/20267,0 mld €3,93%
BTP 0,95% mar 2037IT000543319501/03/203708/01/202118,0 mld €4,01%
BTP 4,05% ott 2037 GREENIT000559647030/10/203717/05/202414,0 mld €3,98%
BTP 3,25% mar 2038IT000549677001/03/203827/05/202217,6 mld €4,02%
BTP 2,95% set 2038IT000532132501/09/203815/01/201817,5 mld €4,04%
BTP 4,40% ott 2038 GREENIT000573309930/10/203825/09/20268,0 mld €4,05%
BTP 4,15% ott 2039IT000558242101/10/203905/02/202416,6 mld €4,10%
BTP 3,10% mar 2040IT000537715201/03/204017/06/201914,2 mld €4,11%
BTP 3,85% ott 2040IT000563558301/10/204014/02/202517,9 mld €4,15%
BTP 1,80% mar 2041IT000542170301/03/204111/09/202017,6 mld €4,20%
BTP 3,95% ott 2041IT000569463001/10/204109/02/202618,8 mld €4,20%
BTP 4,45% set 2043IT000553003201/09/204313/01/202314,9 mld €4,23%
BTP 4,75% set 2044IT000492399801/09/204417/05/201320,5 mld €4,22%
BTP 1,50% apr 2045 GREENIT000543800430/04/204508/03/202113,5 mld €4,33%
BTP 4,10% apr 2046 GREENIT000563160830/04/204613/01/202510,0 mld €4,28%
BTP 3,25% set 2046IT000508305701/09/204620/01/201518,9 mld €4,31%
BTP 2,70% mar 2047IT000516282801/03/204705/02/201618,7 mld €4,33%
BTP 3,45% mar 2048IT000527301301/03/204812/06/201719,9 mld €4,32%
BTP 3,85% set 2049IT000536311101/09/204911/02/201918,1 mld €4,33%
BTP 2,45% set 2050IT000539840601/09/205020/01/202016,8 mld €4,39%
BTP 1,70% set 2051IT000542523301/09/205127/10/202017,4 mld €4,41%
BTP 2,15% set 2052IT000548098001/09/205210/01/202210,1 mld €4,40%
BTP 4,50% ott 2053IT000553414101/10/205321/02/202314,5 mld €4,39%
BTP 4,30% ott 2054IT000561174101/10/205413/09/202415,8 mld €4,40%
BTP 4,65% ott 2055IT000566823801/10/205505/09/202513,1 mld €4,43%
BTP 2,80% mar 2067IT000521739001/03/206707/10/201610,6 mld €4,27%
BTP 2,15% mar 2072IT000544188301/03/207212/04/20219,4 mld €4,12%

Elenco dei BTP a tasso fisso quotati sul MOT, ricavato dall'archivio ufficiale ESMA FIRDS (data di prima quotazione e ammontare nominale emesso) e aggiornato ogni giorno. Per i titoli più vecchi la data di quotazione indicata è quella del passaggio al MOT, comunque anteriore al 2013. Verifica sempre con la tua banca prima di decidere.

CAC e rendimenti: c'è un premio?

In teoria un titolo senza CAC offre una protezione in più e potrebbe quindi rendere un po' meno, cioè costare un po' di più, di un titolo simile con CAC. Gli studi e le analisi pubblicate negli anni hanno trovato differenze piccole, di pochi centesimi di punto, e non sempre nella stessa direzione: il rendimento di un BTP dipende soprattutto dalla durata residua, dalla cedola, dalla liquidità del titolo e dalle preferenze fiscali e contabili di chi lo compra.

Qui sotto il confronto calcolato con le nostre quotazioni: per ogni BTP senza CAC, il rendimento lordo a scadenza messo accanto alla media dei BTP con CAC che scadono nei dodici mesi prima o dopo.

BTP senza CACPrezzoRend. lordoMedia con CACTitoli confrontatiDifferenza
BTP 6,50% nov 2027103,193,23%3,20%20+4 pb
BTP 5,25% nov 2029104,563,66%3,66%17+0 pb
BTP 6% mag 2031108,863,87%3,89%17-1 pb
BTP 5,75% feb 2033109,074,13%4,11%12+2 pb
BTP 5% ago 2034104,994,28%4,28%9-0 pb
BTP 4% feb 203796,704,45%4,48%7-3 pb
BTP 5% ago 2039103,974,64%4,65%4-1 pb
BTP 5% set 2040103,674,69%4,71%4-2 pb

Rendimenti lordi annui a scadenza all'ultima quotazione; pb = punti base (100 pb = 1 punto percentuale). Una differenza negativa indica che il BTP senza CAC rende meno della media dei titoli con CAC di scadenza vicina.

Attenzione a leggere questi numeri: i titoli senza CAC sono quasi tutti vecchi BTP con cedole alte (dal 4% al 7,25%) e quotano sopra 100, mentre molti titoli con CAC della stessa scadenza hanno cedole basse e quotano sotto 100. Questo cambia il rendimento netto per effetto della tassazione e del rimborso a 100, e pesa sul confronto più delle clausole. Il confronto quindi non isola l'effetto delle sole CAC.

Cosa significa per chi ha BTP

Per chi tiene un BTP fino alla scadenza in condizioni normali, le CAC non cambiano nulla: le cedole e il rimborso restano quelli scritti nel titolo. Le clausole entrerebbero in gioco solo in uno scenario di ristrutturazione del debito, che richiederebbe comunque una proposta dello Stato e il voto favorevole di una larga maggioranza dei creditori, in gran parte banche, assicurazioni, fondi e la stessa Banca d'Italia.

Chi vuole tenerne conto può guardare l'etichetta NO CAC nella tabella dei rendimenti, dove c'è anche il filtro "No CAC", e nell'elenco di tutti i BTP. Va però pesata insieme a tutto il resto: scadenza, rendimento netto, sensibilità del prezzo ai tassi e importo investito. Il simulatore aiuta a confrontare i titoli. Questa pagina ha finalità informative e non è un consiglio di investimento.

Domande frequenti

Cosa sono le CAC sui BTP?

Sono clausole di azione collettiva: regole scritte nelle condizioni del titolo che permettono a una maggioranza qualificata dei possessori di approvare, d'accordo con lo Stato, una modifica delle condizioni (date di pagamento, importi, cedole) valida per tutti, anche per chi ha votato contro o non ha votato.

Quali BTP non hanno le CAC?

I BTP emessi per la prima volta prima del 1° gennaio 2013, cioè prima dell'obbligo introdotto dal Trattato MES e dal decreto del Ministero dell'Economia del 7 dicembre 2012. L'elenco aggiornato è in questa pagina; nella nostra tabella dei rendimenti sono segnalati con l'etichetta NO CAC.

Come faccio a sapere se un BTP ha le CAC?

Conta la data della prima emissione del titolo (stesso codice ISIN): se è dal 1° gennaio 2013 in poi il BTP ha le CAC. Lo trovi indicato nella scheda di ogni BTP sul nostro sito e nell'elenco di questa pagina.

Le CAC vuol dire che lo Stato può tagliare il mio BTP quando vuole?

No. Le CAC non danno allo Stato un potere da solo: servono il consenso dello Stato e il voto favorevole di una larga maggioranza dei possessori (ad esempio il 75% di chi partecipa a un'assemblea con quorum di due terzi, oppure due terzi del totale con delibera scritta). Rendono più ordinata una eventuale ristrutturazione, impedendo a una piccola minoranza di bloccarla.

Un BTP senza CAC è al sicuro da una ristrutturazione?

Non del tutto. Senza CAC una modifica delle condizioni non può essere imposta a maggioranza, ma uno Stato in crisi può comunque cambiare le proprie leggi: in Grecia, nel 2012, le clausole furono inserite per legge nei titoli di diritto greco che ne erano privi. Per i titoli regolati dal diritto nazionale la protezione è quindi soprattutto contrattuale e politica, non assoluta.

I BOT hanno le CAC?

No. L'obbligo riguarda i titoli con scadenza superiore a un anno; i BOT durano al massimo dodici mesi.

Fonti e riferimenti

  • Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 7 dicembre 2012, "Introduzione di clausole di azione collettiva (CACs) nei titoli di Stato", Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012, con gli Allegati A e B (testo delle clausole).
  • Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità, Bruxelles 2 febbraio 2012, articolo 12, comma 3; legge 23 luglio 2012, n. 116.
  • Comitato economico e finanziario dell'UE, modello di CAC dell'area euro (Common Terms of Reference), 18 novembre 2011.
  • Meccanismo europeo di stabilità, documenti sulla riforma del Trattato e sulle CAC a scalino unico.
  • ESMA, archivio FIRDS dei dati di riferimento degli strumenti finanziari: elenco dei BTP, date di quotazione e ammontari.

Le altre fonti che usiamo per il sito sono nella pagina le nostre fonti; come calcoliamo i rendimenti è spiegato nella metodologia.

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